RECENSIONE | "E l'oceano era il nostro cielo" di Patrick Ness


Titolo:  E l'oceano era il nostro cielo | Autore: Patrick Ness | Pagine: 160 p., ill.| Anno edizione: 2019 | Editore: Mondadori| Formato: rilegato/ebook | Prezzo di copertina: 16,00 € (rilegato)

Sono sorpreso quanto voi che lo state leggendo, nello scrivere questo post. È passato tanto, troppo tempo dall'ultimo post nel quale - che ironia - avevo scritto di essere tornato. Ormai chi mi segue dagli inizi conosce la mia amica Costanza, con la quale non vado molto d'accordo. Anche se il problema non era Lei, ma qualcos'altro a cui non so ancora dare un nome. Sono stati mesi strani, alcuni più difficili di altri, ma tutti collegati da questa Cosa Senza Nome che ogni tanto mi spaventava. Ma non è questo né il momento né il luogo per parlarne, quindi direi di passare direttamente alla recensione di questa magnifica storia che, per fortuna, mi ha destato da una dormienza durata fin troppo. 
Piuttosto, voi come state? 







TRAMA: Chiamatela Bathsheba. Perché è una balena, ed è diversa da tutte le altre: lei è predestinata. Fin da piccola ha saputo che sarebbe diventata una cacciatrice, nell'interminabile guerra delle balene contro gli uomini, tra i quali il più temibile è un mostro a metà tra mito e leggenda, lo spaventoso Toby Wick. Secondo molti, lui è il diavolo in persona, ma nessuno sa dire se esista davvero. Guidata dalla temeraria capitana Alexandra, Bathsheba è sulle sue tracce. Lo cercano, vagando da un oceano all'altro. Lo vogliono, per portare a compimento la profezia. Trovarlo sarà l'unico modo per cambiare per sempre il mondo. 


Perché i demoni ci sono nelle profondità, ma ben peggiori sono quelli che creiamo noi.

È stata una lettura strana, quella di questo libro. Forse è meglio dire particolare. Ma chi conosce Ness non ne sarà affatto sorpreso. 

Questa è la storia di Batsheba, una balena che vive in un mondo dove la realtà è ribaltata - almeno dal nostro punto di vista-, dove l'oceano è il loro cielo; un mondo dominato dalle balene, che però è collegato al nostro, dove al contrario è dominato dagli uomini. E, come in tutti i mondi, entrambi dominati dalla guerra. Una guerra che perdura da tempo immemore, dove persino la memoria collettiva ne ha dimenticato la nascita. In questa realtà non sono solo gli uomini a cacciare le balene, ma anche le balene combattono e cacciano gli uomini, in uno scontro sanguinario e letale dove, come in ogni guerra, le perdite rimangono indelebili sulla pelle. Ed è in questo scenario sanguinoso che la nostra protagonista dovrà muoversi, insieme alla sua capitana e ad altre compagne, per trovare Toby Wick, una leggenda, un mito, tessuto però alla cruda realtà. 

Non ho mai letto Moby Dick, non mi ha mai ispirato, ma quando seppi dell'uscita di questo libro non potei fare a meno di innamorarmene, ancor prima di averlo letto. Ma forse è anche questo il potere dei libri - o delle operazioni di marketing. Ad ogni modo, come credo sia ovvio, questo è un retelling del famosissimo Moby Dick, in una chiave però fiabesca - ma non per questo esente dall'essere cruda e reale -, scritta magnificamente da uno degli autori più bravi del nostro secolo.

Mi lasciai andare a un lieve canto di dolore, un lamento funebre per la balenottera, per questo branco massacrato, per me stessa e per tutti noi in questa guerra eterna. Le parole delle balene sono lunghe e lente, si spostano per miglia e miglia come una corrente. Non c'è pari, in questo universo e in nessun altro, con questa espressione di dolore.



   Chi mi segue e mi conosce sa quanto io ami la narrativa per ragazzi, e quanto mi batto per far capire che, spesso, dietro questo genere ci sia un mondo intero da scoprire. Questo romanzo ne è solo l'ennesima prova del fatto che la narrativa per ragazzi deve essere conosciuta e letta anche da un pubblico adulto, perché esistono sottotesti, chiavi di lettura e metafore a volte complesse che la mente di un ragazzino non può capire, ma allo stesso tempo con un linguaggio adatto a loro si fa recepire loro il messaggio che il libro vuole trasmettere. E questo libro ci è riuscito perfettamente, almeno con me. La storia di Batsheba è una lunga, potente e meravigliosa metafora sul potere, la guerra e i suoi inevitabili errori - ed orrori - e sofferenze. Ad accompagnare questa storia sono le pagine interamente illustrate da Rovina Cai, un'illustratrice talentuosa che con pochi colori freddi come il blu scuro, il nero, il bianco e il grigio e con qualche accenno di rosso per il sangue, riesce a creare tavole potentissime, da lasciare spesso senza fiato. L'uso dei colori freddi è stata una scelta secondo me perfetta per questo tipo di storia, cupa e poetica. 
Inutile dirvi che nella parte finale i miei condotti lacrimali mi hanno costretto a versare qualche lacrima, ma questo è da mettere in conto se mai decideste di leggerlo.

E per un momento nell'oceano non ci fu altro che oscurità. Eravamo soli. Persino con noi stessi. E con i demoni, qualunque cosa fossero, che si aggiravano non visti.

La bravura di Ness è innegabile, e attraverso il suo stile evocativo e poetico, vi trascinerà giù - o forse è meglio dire su -, nell'oceano più profondo e nascosto, dove persino l'oscurità si sentirebbe sola. E ne riemergerete forse rattristati, forse inappagati, forse distrutti, ma certamente cambiati. 




A presto, Viandanti







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6 Commenti

  1. Ciao Midori! Appena approdata nel tuo angolino ho notato questa frase: "È passato tanto, troppo tempo dall'ultimo post nel quale - che ironia - avevo scritto di essere tornato" che tanto rappresenta anche me nei miei ultimi andirivieni dalla blogsfera... Hai messo per iscritto un pensiero che balenava nella mia testa ogni volta che mi ricominciavo a scrivere!
    Parlando del romanzo, nemmeno a me Moby Dick mi ha mai ispirato più di tanto ma sembra che rivisto in questa chiave che tu definisci fiabesca abbia qualcosa che lo rende più interessante ai miei occhi

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    1. Ciao e benvenuta! 🖤
      Il mio consiglio è di seguire i tuoi tempi, senza forzature. Il blog è e deve rimanere una passione. 🖤

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  2. Ciao Midori!
    mi sono mancati i tuoi post, sono quindi felicissima del tuo ritorno.😄
    Avevo sentito parlare di questo libro, ne avevo anche letto delle recensioni, ma nessuna era riuscita a convincermi. Generalmente non leggo libri per ragazzi, non mi attirano, non so nemmeno io perché; poi mi frenava anche il fatto che si trattasse di un retelling di "Moby Dick" che neppure io ho mai letto perché non mi ha mai attirata. Conosco però l'autore, ho letto "Sette Minuti dopo la Mezzanotte", ma tanti anni fa da aver bisogno di un a rilettura. Insomma non c'era molto che potesse portarmi a volerlo leggere.
    Poi arrivo a questa recensione e la mia visione si capovolge, non avevo mai sentito descrivere quest'opera come hai fatto tu, come una storia triste, toccante, nel bel mezzo di una guerra con tutte le sofferenze che comporta. Come ho fatto a non capire che c'era tutto questo al suo interno? Grazie per avermelo fatto capire, adesso dovrò recuperarlo assolutamente. Mi piacciono le storie tristi e magiche, quindi questa potrebbe essere proprio adatta a me, finalmente l'ho compreso.

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    1. Ciao carissima Marta, è sempre bello leggere i tuoi commenti. Sette minuti dopo la mezzanotte è veramente bello, purtroppo non sono mai riuscito a terminarlo perché lo stavo leggendo in ebook ma volevo recuperare il cartaceo.
      Spero ti piaccia questo suo nuovo libro!

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  3. Ciao Midori, questo autore manca alla mia lista di letture e pensare che nella libreria ho due dei suoi libri, devo assolutamente decidermi a leggerlo!

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