RECENSIONE | Relitto di Noel O'Reilly

luglio 12, 2019

Titolo: Relitto | Autore: Neil O'Reilly| Pagine: 331 p. | Anno edizione: 2019 | Editore: Harper Collins | Formato: rilegato/ebook | Prezzo di copertina: 18,00 € (rilegato)


Buon pomeriggio Viandanti e buon venerdì! Allora, come state? Io sono stato parecchio assente dal mondo virtuale perché la sessione estiva mi ha davvero estenuato, e sfortunatamente non è ancora finita, lunedì ho un altro esame, dopodiché potrò godermi il meritato relax fino a metà settembre per l'ultimo esame di quest'anno. Oltre lo studio e il caldo di questa torrida estate, la lettura è stata rallentata da questo romanzo che, nonostante le aspettative, si è rivelato una vera impresa terminarlo.


     





Trama: I naufragi fanno parte della vita quotidiana nel remoto villaggio di Porthmorvoren, in Cornovaglia. E quando il mare abbandona sulla spiaggia i corpi di coloro che sono annegati, porta anche tesori: barili di liquore, frutta esotica, la possibilità di sfilare un bel paio di stivali a un cadavere, forse anche un gioiello o due. Quando, dopo una violenta tempesta nei pressi di un relitto sulla spiaggia, Mary Blight salva dal mare un uomo mezzo morto, ignora i pettegolezzi dei vicini e lo porta a casa sua per curarlo al meglio. Gideon Stone è un ministro metodista di Newlyn, e un uomo sposato. Commosso dal sacrificio di Mary e inorridito dalle superstizioni e dalle credenze pagane a cui gli abitanti del villaggio si aggrappano, Gideon si propone di portare luce e salvezza a Porthmorvoren costruendo una cappella sulla collina. Ma il villaggio ha molti segreti e non tutti i suoi abitanti vogliono essere salvati. Mentre Mary e Gideon sono sempre più legati l’uno all’altra, la gelosia, le voci e i sospetti si diffondono a macchia d’olio. Gideon ha dei demoni da affrontare, e presto i nemici di Mary iniziano a tramare contro di lei...


Avrei voluto amare questo romanzo. Sul serio. Ammetto di essere stato superficialmente attratto dalla meravigliosa copertina, aspettandomi una storia - come sostiene anche il genere del romanzo - dalle atmosfere gotiche. Sfortunatamente non è stato così, perché questo libro, di gotico, ha solo il titolo.

“Il mare si allungava fino ai confini della terra e immaginai un futuro vuoto davanti a me, un’interminabile serie di giornate trascorse a imballare sardine, fare il bucato e cucinare”

Dalla trama del libro mi aspettato la componente amorosa, ma non che questa fosse il fulcro e il motore del romanzo. Ma badate bene, non è un romance a sfondo storico. Non che ci fosse qualcosa di male se lo fosse, semplicemente non lo è, così come non è un romanzo gotico. L'unica componente reale e riuscita di questo libro è forse quella storica, si vede che l'autore ha studiato molto bene gli usi e i costumi della Cornovaglia di inizio ottocento, inserendo piacevolmente qua e là indizi di antiche usanze pagane che, da appassionato, mi ha fatto piacere notare. Ma questo è tutto.
La trama è quasi inesistente e procede - sarebbe meglio dire non procede - lentamente. In più di trecento pagine di romanzo non accade nulla di rilevante, tanto che si arriva alla fine chiedendosi dove l'autore voglia andare a parare. La storia d'amore che dovrebbe far da motore per il romanzo risulta incompleta, incoerente e banale, quasi buttata lì per caso. Il risultato è una storia lenta, prolissa, ed estremamente noiosa. Gli elementi per creare un bel romanzo gotico c'erano tutti: un villaggio nella Cornovaglia di fine Ottocento isolato dal resto del mondo, dove sopravvivono antiche credenze e usanze pagane insieme all'avanzata del Cristianesimo; una storia d'amore tormentata con protagonisti afflitti da pene tutte umane; superstizione e religione che vanno mescolandosi... Insomma, gli ingredienti c'erano, ma la riuscita è stata alquanto insipida. Non basta avere ingredienti buoni per avere un buon piatto, così come non basta avere buoni elementi per creare una buona storia, e questo romanzo ne è solo l'ennesima prova.

“Restammo seduti mentre le cime si tendevano e la vela si gonfiava, conducendoci verso il nuovo giorno sul mare mosso. A est, una sottile linea grigia all'orizzonte annunciò l'alba. Seduta con le spalle rivolte al futuro, distinsi il villaggio dove avevo passato tutta la mia vita. Era un'isola mal illuminata che galleggiava nella notte, mentre il resto del mondo non era altro che un sogno”

I personaggi sono poco delineati, se non fosse per la protagonista, fortunatamente un tantino più caratterizzata rispetto agli altri personaggi, ma comunque anonima, piatta, opaca. Il risultato di questa mancanza di caratterizzazione è il non riuscire ad empatizzare con essi, cosa che, personalmente, in un romanzo è una parte essenziale. Un personaggio può starmi anche antipatico, ma va benissimo così, perché vuol dire che l'autore è riuscito a renderlo reale e coerente, cosa che in questo libro  purtroppo manca. Una delle cause di questa mancanza di profondità è sicuramente da ritrovarsi nella scelta di scrivere il romanzo in prima persona, tecnica che è sempre un azzardo, e sono pochi gli autori in grado di scrivere una bella storia con questa tecnica. Il punto di vista della sola protagonista nel bene o nel male ci condiziona, facendo emergere solo una parte della storia e facendoci sentire la necessità di conoscere gli altri personaggi in modo più approfondito. 

L'unica nota positiva che mi sento di citare è la scrittura fluida ed elegante di O'Reilly, che sicuramente ha del talento. Spero di riuscire a leggere altro di suo in futuro, sperando di poter apprezzare molto di più la storia e i personaggi. 


 VOTO:

A presto, Viandanti


6 Commenti

  1. Non amando queste atmosfere piratesche, diciamo così, meglio per me che non devo inserirlo in wishlist. Già non ispirava.

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    1. Ma magari ci fossero state atmosfere piratesche! 😂
      Esatto, guardiamo il lato positivo 😂

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  2. Dunque, mentirei ti scrivessi "volevo leggerlo" oppure "l'ho visto in giro".Quindi bom, nel caso finisse davanti ai miei occhi, farò finta di non averlo visto!

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    1. Vale la pena buttarci un occhio solo per la copertina! 😂

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  3. Ciao Midori!
    mi dispiace per questa lettura deludente.
    Non avevo mai sentito parlare di questo libro, ma leggendo la trama sembrava interessante. Peccato, davvero.
    Anch'io vedrò di non provare nemmeno a leggerlo, soprattutto perché la mancata craterizzazione dei personaggi mi farebbe disperare. Posso sopportare un ritmo lento, anche una trama quasi inesistente e addirittura un'esecuzione deludente di una buona idea di base, ma se i personaggi non sono ben delineati, allora è finita.

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