Un arrivederci

maggio 11, 2019


Non pensavo sarebbe giunta così presto l'ora di scrivere questo post. Eppure eccoci qui. 

Come credo sia ormai chiaro a tutti, nelle ultime settimane - mesi? - sono stato parecchio assente dal blog. Alcuni dei motivi li ho anche condivisi con voi, altri sono stati omessi perché troppo personali. In queste ultime settimane, però, ho anche riflettuto molto su tante cose, compreso la direzione e il destino della Locanda. Non voglio chiuderla, non credo lo potrei mai fare, ma la sua gestione negli ultimi tempi mi è risultata estremamente pesante. Ma andiamo con ordine. 

Diciamo pure che sono stanco. Stanco di vedere e assistere a cose che non mi vanno più giù. Stanco di dover sforzarmi di andare avanti con il blog nonostante i riscontri non siano così evidenti. Ho sempre detto che scrivo per me stesso in primis, ma ammettiamolo, aprire un blog vuol dire anche condividere qualcosa con gli altri, e se questi altri non sono partecipativi, credo il messaggio sia piuttosto chiaro. Con questo non voglio dire che il blog non abbia riscontri, solo che questi non bastano più per avere quella leggere spinta per portarlo avanti. 

Non sono mai stato un blogger costante e proficuo, certo, ma ho sempre dato il massimo in ciò che facevo, perché mi faceva stare bene. Ecco, credo sia proprio questo il punto. Mi faceva stare bene. Ora non più. Ho notato negli ultimi mesi che la direzione che stava prendendo il blog, e per esteso la lettura, non mi stava piacendo. Non sono mai stato una persona che programma le proprie letture, l'ho sempre trovata un'attività detestabile - ma questo è un altro discorso -, ho sempre sostenuto e sottolineato che la lettura, e così il blog, dovrebbero essere una passione e proprio perché tale dovrebbe farci star bene, divertirci, non metterci ansia e paranoia. 
Negli ultimi mesi mi sono accorto di fare pensieri terribili, del tipo: "se non leggo questo libro entro tale giorno, non potrò pubblicare la recensione entro tal giorno" o "non posso leggere un libro troppo grande perché rischio di metterci troppo e quindi di mancare di contenuti al blog per altrettanto tempo". Lo so perfettamente che ci sono persone che fanno i miei medesimi pensieri e vivono benissimo comunque, ma a me rabbrividiscono. Ho sempre detto che la lettura dovrebbe essere un piacere, non un obbligo, e negli ultimi tempi lo stava diventando. Non mi godevo più i libri allo stesso modo, perché avevo fretta di terminarli, soprattutto quando si trattava di una collaborazione; non riuscivo a metabolizzare la storia intensa di un romanzo perché dovevo subito cominciarne a leggere un altro. Non stavo più dando il giusto spazio alla lettura. E questo mi ha dato la spinta necessaria a scrivere questo post. Il blog è e sempre sarà solo una passione, non dovrebbe essere lui a gestire la mia vita, ma lui a essere gestito da me.

Insieme a questi pensieri si sono aggiunte altre riflessioni più o meno piacevoli, come quello dell'ambiente dei bookblogger, bookstagrammer, bookqualunquecosavogliatemetteredopobook. Un ambiente che all'inizio mi piaceva, mi spronava, mi dava la giusta carica e, non meno importante, mi divertiva. Nell'ultimo anno, standoci di più in contatto, ho invece visto cose che mi hanno fatto rabbrividire. C'è così tanta merda in questo ambiente che le mosche ci troverebbero lo zen eterno. Ho trovato persone che pur di accaparrarsi una copia cartacea si venderebbero anche la madre, persone di un arrivismo da far invidia ad alcuni politici; altre che fanno guerre sterili creando così fazioni in cui o sei dentro o sei fuori, e se sei fuori lo sei completamente. Ho trovato persone con un delirio di onnipotenza da fare quasi paura, persone che ti isolano completamente se non ti allei in quelle famose faide internettiane. Ho trovato questo e tanto altro, anche cose che vanno ben oltre il mondo dei libri, che fa ancora più tristezza se pensiamo che quest persone leggono e si occupano proprio dello strumento per eccellenza della cultura: i libri. Fortunatamente ci sono anche persone belle tra queste, ma sono estremamente rare.
Ho trovato inoltre case editrici che dopo più di un anno di fedele collaborazione, all'improvviso ti snobbano come se non sapessero nemmeno chi sei; altre che mandano i bramati cartacei a persone che pur di averlo ti si appostano sotto il luogo di lavoro, mentre a te mandavano solo pdf filigranati. E non è finita qui, ma credo sia abbastanza per farvi capire il punto. E se ve lo state chiedendo no, tutto questo non è una polemica o una lamentela, ma una semplice presa di coscienza. Sono solamente stanco di dovermi sforzare per ottenere così poco, solo perché ho deciso di proseguire il mio cammino con onestà e consapevolezza dei propri limiti. Ma dopotutto è così che va il mondo, va avanti chi è più furbo, non chi è più onesto. Una posizione piuttosto cinica forse, ma che sfortunatamente è lo specchio di ciò che viviamo.

Vorrei solo riprendere in mano quella che era una mia grande passione, la lettura e i libri, senza ansie di dover pubblicare recensioni, aggiornamenti e quant'altro. Con questo non voglio dire che il blog chiuderà, come ho già detto, ma solo che d'ora in poi troverete solo qualche sporadica recensione, e cioè quando avrò tempo/voglia di farlo. Questo non è perciò un addio, ma solo un arrivederci. 

Vorrei inoltre cogliere l'occasione per ringraziare tutti quelli che sono passati in questo anno alla Locanda, lasciando un semplice commento sporadico o diventando clienti abituali. Siete stati la spinta necessaria a continuare la sua gestione, perciò grazie davvero. 

A (spero) presto, Viandanti

8 Commenti

  1. Mi dispiace averti scoperto soltanto da poco. A presto!

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  2. La lettura è e deve rimanere un piacere.
    See you soon,
    Bacci

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  3. Noooo Midori! Non sai quanto mi dispiaccia! Spero che tu riesca a ritrovare presto l'entusiasmo e la passione iniziali.
    Ad ogni modo comprendo il tuo stato d'animo attuale e mi dispiace molto. Arrivare a sentire la lettura come un obbligo è snervante, una passione che prima ci coinvolgeva tantissimo e nella quale trovavamo gioia è adesso un'imposizione, Impostaci poi da noi stessi. Spero che questa pausa dal blog ti consenta di tornare a leggere con la stessa felicità che ti spinge poi a volerne parlare con tutti quelli che ti seguono.
    Per quanto riguarda il mondo dei bookblogger, non ho mai sperimentato nessuna delle situazioni da te citate, so che esistono e me questo mi lascia molto delusa, eppure ci sono tante persone gentili e buone, anche se per il momento ti sembrano poche le cose miglioreranno, ne sono certa.

    E con questo ti saluto, passerò sicuramente a leggere tutte le tue recensioni.
    A presto e Buona Fortuna! 💙

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  4. Ciao Midori, mi dispiace molto per questa tua scelta ma, come ben sai, ti capisco perfettamente! Come te ho lasciato in sospeso la mia partecipazione alla blog sfera e come te l'ho con enorme tristezza e amarezza. Si, perchè come dici in questo bellissimo post, non sempre viene premiato chi ci mette impegno ma chi è più furbo! Spero di cambiare idea ma per ora anche il mio spazio rimarrà aperto per qualche sporadica recensione... noi comunque rimaniamo in contatto su Instagram!

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  5. mi dispiace, ma capisco il tuo pensiero e, se è diventato un peso, fai bene a rallentare. Una passione non deve diventare una forzatura

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  6. Ciao Midori, mi sei piaciuto, ti ho seguito e leggere queste tue parole mi dispiace, però capisco. Come ha scritto chiara sopra di me, non deve essere una forzatura. Anche io tante volte mi sono trovata in difficoltà, non sapevo come fare a pubblicare in tempo e mi veniva l'ansia, ma adesso, per il momento, non riesco ad immaginare il mio mondo senza Desperate Bookswife. Perchè mi sprona e annulla la mia pigrizia. Ti abbraccio

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